Un’operazione internazionale contro il cybercrime condotta da Interpol, ha portato allo smantellamento di una vasta infrastruttura criminale utilizzata per phishing, malware e ransomware. L’azione coordinata ha consentito di neutralizzare oltre 45.000 indirizzi IP e server malevoli utilizzati per truffe online e attacchi informatici in diversi Paesi.
L’operazione, denominata “Synergia III”, si è svolta tra il 18 luglio 2025 e il 31 gennaio 2026 e resa nota il 13 marzo 2026. É stata coordinata da Interpol, con la partecipazione delle forze di polizia di 72 Paesi e territori. Il bilancio provvisorio parla di 94 persone arrestate mentre altre 110 risultano ancora sotto indagine nell’ambito delle indagini internazionali.
Durante le attività investigative sono stati sequestrati complessivamente 212 dispositivi elettronici e server utilizzati dalle reti criminali per gestire infrastrutture informatiche illegali e piattaforme di frode online. Le operazioni sul campo hanno incluso perquisizioni in diversi Paesi e il blocco di server utilizzati per attacchi informatici su larga scala.
Secondo quanto riferito da Interpol, l’organizzazione ha trasformato grandi quantità di dati tecnici raccolti durante le indagini in informazioni operative utilizzabili dalle autorità nazionali, facilitando la cooperazione tra le agenzie di polizia e coordinando le azioni investigative transfrontaliere.
«Il cybercrime nel 2026 è più sofisticato e distruttivo che mai, ma l’operazione Synergia III dimostra cosa può ottenere la cooperazione globale – ha dichiarato Neal Jetton, direttore della Cybercrime Directorate di Interpol – L’organizzazione resta in prima linea nel coordinare le forze di polizia e gli esperti del settore privato per smantellare le reti criminali, interrompere nuove minacce e proteggere le vittime in tutto il mondo”.
Le indagini hanno evidenziato l’ampiezza delle tecniche utilizzate dai gruppi criminali, che vanno dalle truffe online ai sistemi di phishing fino alle frodi con carte di credito e alle manipolazioni sentimentali sui social network.
Uno dei casi più rilevanti è stato individuato a Macao, in Cina, dove le autorità hanno identificato oltre 33.000 siti web fraudolenti utilizzati per operazioni di phishing. Le piattaforme imitavano siti ufficiali di banche, servizi di pagamento e istituzioni pubbliche, oltre a portali di casinò online. Le vittime venivano indotte a ricaricare conti su piattaforme false o a inserire dati personali e numeri di carte di credito poi utilizzati per sottrarre denaro.
Un’altra indagine condotta in Togo ha portato all’arresto di 10 sospetti che operavano da un’abitazione trasformata in base operativa per truffe online. Alcuni membri del gruppo si occupavano della componente tecnica, come l’hacking di account social, mentre altri gestivano le cosiddette “romance scam”, costruendo false relazioni sentimentali con le vittime per convincerle a inviare denaro. In altri casi i criminali utilizzavano l’accesso agli account compromessi per contattare amici e familiari delle vittime e chiedere trasferimenti di denaro fingendosi il legittimo proprietario del profilo.
In Bangladesh, la polizia ha arrestato 40 persone coinvolte in diversi schemi di cybercriminalità, tra cui truffe legate a prestiti online, offerte di lavoro inesistenti, furto d’identità e frodi con carte di credito. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 134 dispositivi elettronici utilizzati per gestire le attività illegali.
Per tracciare le infrastrutture informatiche utilizzate dai criminali, Interpol ha lavorato in collaborazione con diverse aziende del settore della sicurezza informatica, tra cui Group-IB, Trend Micro e S2W, che hanno contribuito a identificare server malevoli e flussi di traffico sospetti.
L’operazione conferma come il cybercrime sia diventato una minaccia globale sempre più organizzata e transnazionale, capace di sfruttare infrastrutture digitali distribuite in più continenti. Proprio per questo, sottolineano gli investigatori, la cooperazione tra Stati e tra pubblico e privato rappresenta oggi uno degli strumenti principali per contrastare reti criminali che operano senza confini.
