Speravamo di non vedere più i crocieristi della Global Sumud Flottila veleggiare per il Mediterraneo in cerca di visibilità e notorietà ma purtroppo le speranza si sono infrante davanti alla poco edificante realtà.
Ancora una volta metalmeccanici, giornalisti, medici, avvocati hanno trovato modo di ricavarsi giorni e settimane di vacanze per dedicarsi ad attività decisamente più amene che non alzarsi la mattina, come tanti “comuni mortali” e mettersi a lavorare.
Evidentemente queste persone sono benestanti oppure ricevono qualche forma di aiuto perché, per molti di noi, sarebbe pressoché impossibile divenire “globe trotter” della protesta, professionisti della provocazione e di una propaganda che a tutto arriverà meno che a portare aiuti materiali e morali al popolo palestinese.
Un aspetto ancora più sconcertante riguarda i politici che salgono a bordo di questi natanti e vanno a godersi i piaceri del sole e del salmastro piuttosto che andare a sedersi sugli scranni del Parlamento,”lavoro” per il quale sono pagati da noi contribuenti, da noi delegati per occuparsi della nostra cosa pubblica.
La farsa della “missione umanitaria” e’stata svelata da tempo. Queste pagliacciate hanno il solo compito di provocare la reazione israeliana che puntualmente arriva. Tutto molto stucchevole e che sia in acque internazionali o dentro i confini marini dello Stato Ebraico cambia poco vista la dichiarata meta finale, Gaza, dei provocatori marinaretti.
Qualsiasi nazione vieterebbe la violazione dei propri confini, terrestri, aerei o marini che fossero. A maggior ragione sapendo che tra gli organizzatori di queste crociere ci sono elementi fortemente sospettati di avere legami con i terroristi di Hamas, che assieme a quelli di Hezbollah rappresentano la minaccia mortale per la gente di Israele.
Piuttosto che dar vita al carosello mediatico dell’indignazione e dei soliti rimbrotti a Israele sarebbe interessante sapere come organizzano le loro vite gli “attivisti”, dove e come trovino il tempo e di conseguenza le risorse economiche per dedicarsi a ‘flottileggiare” piuttosto che produrre per il proprio sostentamento.
Sono ormai centinaia gli articoli che mettono in evidenza le eventuali connessioni tra gli organizzatori di queste regate pseudo umanitarie ed i network terroristici e sarebbe pleonastico ribadirle.
Grave è la commistione della politica con questo fenomeno.
Basta scorrere poi la lista dei paesi che in queste ore stanno protestando con veemenza per il comportamento di Israele, dimenticando che il paese messo alla gogna e’ in guerra, circondato e minacciato da un mondo a lei ostile e da nemici potenzialmente letali.
Dal Bangladesh alla Turchia, dalla Spagna all’Irlanda fino alla Gran Bretagna, paesi dove ormai le rimostranze anti israeliane, nelle pubbliche opinioni si sono tramutate in derive antisemite a tutti gli effetti.
Viene piuttosto da chiedersi chi siano Saif Abukeshkek e Thiago Avila,i capi della spedizione precedente all’ultima bloccata ieri e ancora trattenuti in Israele.
Due elementi fortemente indiziati di avere legami terroristici e che le foto taroccate ad arte dai ProPal con l’Ai mostravano tumefatti e vittime di violenze sotto la custodia della polizia israeliana.
Un fake clamoroso e tragicamente ridicolo.
Andando a indagare si troveranno sicuramente anche nelle altre flottile che solcano il Mare Nostrum personaggi ambigui e una vita con legami tutti da verificare.
Basta cercare e avere poi l’onestà intellettuale per elaborare.
