Per la caduta del regno di Persia nel 1979, governato dallo scià Reza Pahlavi che aveva garantito al popolo iraniano uno stile di vita occidentale, vi è stato un colpo di stato organizzato dagli anglo francesi che hanno installato il loro fidato e infiltrato Ayatollah Khomeini, poi succeduto da Khamenei, morto nei recenti bombardamenti.

Stiamo vivendo gli effetti di una causa a monte riconducibile alla nascita forzata e pilotata del regime sciita, a suo tempo organizzato da francesi e inglesi ed oggi composto da una minoranza di fanatici musulmani sciiti, rispetto al resto variegato della popolazione. Questo Iran fanatico e teocratico è cresciuto al gridio di morte Israele e morte agli USA. Per realizzare questo sogno vi è stata una corsa sfrenata agli armamenti, specie nel perseguire l’arma atomica. Per mantenere il potere gli Ayatollah, che sono una minoranza sciita di appena il 9% sull’intera e variegata popolazione a prevalenza persiana, hanno agito con feroce repressione sedando ogni rivolta popolare. Un regime autoritario e pericoloso per sé e per gli altri. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha diramato un comunicato che non ha allarmato i media mainstream, riferendo che già a maggio 2025 le scorte iraniane di uranio arricchito risultavano aumentate di circa il 50% portando Teheran ad avere, nel breve periodo, abbastanza materiale per dieci armi nucleari.
L’attuale guerra contro l’Iran, da parte di USA e Israele, è la battaglia finale di un conflitto che dura da 47 anni, sin dall’avvio della repubblica islamica, nata per garantire gli interessi strategici degli anglofrancesi che volevano garantirsi gli approvvigionamenti di petrolio e gas in cambio di un Iran armato e forte contro Israele che già a quel tempo, rappresentava una minaccia all’interno dell’area medio orientale per la forte influenza che avrebbe potuto esercitare, a danno degli anglo francesi presenti da tempo in quell’area. L’Iran già appena nato nel 1979, quale prima azione folle, gli venne imposto di assaltare l’ambasciata americana a Teheran prendendo in ostaggio 52 diplomatici e cittadini americani per 444 giorni segnando la rottura tra due nazioni in precedenza amiche. Gli ostaggi vennero liberati a fronte di accordi segreti di fornitura d’armi all’Iran nonostante fosse sotto embargo, il cui ricavato a nero venne utilizzato dagli USA per finanziare i “Contras” del Nicaragua, oppositori del governo in carica di stampo marxista. Sotto la presidenza Regan, 1985/86, venne tutto scoperto creandosi lo scandalo conosciuto come “Iran Contras”.
Nel frattempo, gli inglesi, iniziavano a tracciare un Nuovo Ordine Mondiale attraverso una rete politico-esoterica, rimodellata sul solco di riti occulti sulla base di insegmaneti di filosofia orientale, facendo inaspettati proseliti in tutta l’area dell’anglosfera, nascendo così anche un braccio misterico e segreto che si rifaceva al culto della Teosofia composta da un mix di dottrine orientali e dottrine orgiastiche, sviluppandosi a sua volta, all’interno, un altro ramo esoterico che si ispira alla Scuola Ermetica di Aleister Crowley, un pedo satanista i cui rituali erano incentrati sulle orge, ed egli stesso si definiva “la Bestia 666”, oggi venerato da molte élite pervertite al culto di Baal che comprende l’offerta al demone con il sacrificio di bambini.

In ultimo, a tutta questa realtà esoterica e deviata, risorgeva parallelamente in quegli anni, una parte socialmente e politicamente presentabile: la scuola inglese della Fabian Society. Questa mirava e mira all’internazionale socialista, non fatta dal proletariato, bensì accoglie l’élite borghese anglosassone, con la figura di spicco più recente in Tony Blair e dell’attuale Keir Starmer, ritrovandosi anche in essa l’attuale premier spagnolo Pedro Sanchez, guarda caso entrambi contrari, a parole, all’intervenire contro l’Iran. In Italia la Fabian Society è stata rappresentata da Roberto Speranza, che ha frequentato la Fabian Society, durante gli studi alla London School of Economics, famoso per essere stato il criticato ministro della salute durante l’era della pandemia.
Sul fronte anglo sassone in Germania vi è la figura del cancelliere Merz, più pragmatica che esoterica, che ha dichiarato” Sosteniamo gli Stati Uniti e Israele nella rimozione di questo terribile regime terroristico” appello congiunto con la Francia di Macron, entrambi figure create e cresciute nel club del Word Economic Forum di Davos prendendo, così, posizione a favore del conflitto, solo dopo un timido tentativo di evitarlo. L’Europa come al solito infantile e sfilacciata, si è autoisolata rimanendo marginalizzata e schiacciata tra le stupide posizioni anti NATO e dell’antiamericanismo ideologizzato. La Nato, per bocca del segretario Mark Rutte, spiazzando l’Europa, ha dichiarato nei giorni scorsi a Nawsmax che tra i membri dell’alleanza esiste un “ampio sostegno” alla campagna del presidente Donald Trump. “La NATO non è coinvolta”, ha dichiarato Rutte -, ma ovviamente gli alleati sostengono sostanzialmente, su larga scala, ciò che sta facendo il presidente Trump e stanno anche consentendo ciò che gli Stati Uniti stanno facendo ora nella regione, eliminando la capacità nucleare dell’Iran e, naturalmente, la capacità missilistica”.

Le mire dell’impero britannico hanno portato a sponsorizzare il progetto del Nuovo Ordine Mondiale che avrebbe dovuto far crollare tutte le nazioni così come sono attualmente organizzate, per convogliare il potere in un unico governo mondiale non più a guida americana bensì inglese, esoterico e imperialista. Il progetto non ha retto nei tre ultimi decenni a varie onde d’urto per la variabile del gruppo degli Straussiani americani a prevalenza ebrea, le cui mire sono “Il Grande Israele”. Gli straussiani hanno l’obiettivo ossessivo di un controllo preventivo delle varie cause che potrebbero generare ancora un genocidio degli ebrei, come accaduto durante il nazismo, con azioni destabilizzanti in Europa e Medio Oriente.
Questo influente gruppo straussiano ha avuto per decenni il potere all’interno delle amministrazioni americane sotto Bush padre e figlio, Clinton, Obama e scemando con Biden a causa del primo governo Trump, contrario agli straussiani, completando il loro isolamento con l’attuale secondo mandato che ha travolto e seppellito le loro e le mire antiamericane del Nuovo Ordine Mondiale.
E’ da questa componente straussiana che nasce il filone Epstein, creato dai servizi segreti deviasti di CIA, Mossad e MI6, ognuno con interessi differenti ma convergenti, per tenere sotto controllo figure apicali governative, bancarie, industriali, scienziati, attori influenti del mondo dello spettacolo nonché personalità di tutto lo scibile umano per avere notizie di prima mano, per influire sulle decisioni, per frenare attività e pilotare tutto e tutti sotto il ricatto di crimini documentati e filmati di atti pedopornografici, pedo satanisti e di corruzione in genere: un metodo mafioso per controllare il mondo.

Gli straussiani, tramite Victoria Nuland, a suo tempo Segretaria di Stato americano di Obama, hanno pilotato nel 2014 le proteste in Ucraina per giungere a provocare l’attuale guerra in atto, per colpire la Russia, unica nazione che non si era mai piegata ai voleri delle élite mondiali, divenendo il vero ostacolo finale per il completamento del progetto del Nuovo Ordine Mondiale, ma soprattutto perché la Russia è alleata con quell’Iran nemica storica degli ebrei e di Israele. Anche qui, gli straussiani hanno fallito nelle previsioni. Il 5 marzo 2024 Victoria Nuland ha annunciato le sue dimissioni da sottosegretario di Stato del governo Biden e il conseguente ritiro dalla vita politica.
L’Iran, che era stato foraggiato in particolare da Obama, con la scusa dell’embargo sul nucleare, ha ricevuto finanziamenti illeciti con somme ingenti per alimentare l’armamento missilistico iraniano in sostituzione del piano di riarmo nucleare, usato in funzione della preparazione per un attacco missilistico contro Israele entro il termine del progetto di continuità di potere da presidente degli USA con lo scettro che doveva passare tra Obama e Hillary Clinton ipotecando un periodo di continuità di 16 anni. Il nefasto progetto è stato demolito dall’elezione di Trump nel 2016. Durante l’amministrazione Obama, fonti di intelligence e fonti giornalistiche su Gazetteller, rivelano che sono stati allettati gli iraniani anche con la proposta di finanziare da parte degli USA, la loro ricerca di armi biologiche in laboratori segreti e sotterranei, come è stato anche con l’accordo a favore degli scienziati di Whuan. Sono realtà che stanno venendo fuori e alla luce, proprio adesso, in questi giorni di conflitto in atto, bombardando Trump i laboratori nei siti iraniani dei bunker posti al disotto di basi militari segrete.
Sempre dalle fonti suddette, si informa che l’attuale stato operativo dell’operazione “Epic Fury” conferma che le forze infiltrate in Iran del Mossad e della CIA hanno messo in sicurezza e neutralizzato ogni fiala di armi biologiche, ogni progetto di schieramento e ogni nodo finanziario legato al programma genocida tramite l’Iran, avviando sequestri di massa dei conti offshore entrando nella fase attiva finale di piena esposizione pubblica con procedimenti militari che trascineranno alla luce ogni traditore globalista per porre fine ad ogni possibilità di guerra biologica contro l’America, Israele e l’occidente, una volta per tutte. Per cui il progetto di aggressione dell’Iran ad Israele, era stato inserito dal Deep State nella parte di programma occulto dell’Agenda 2030, esattamente per il 2026/2027 propedeutico a danneggiare l’elezione di metà mandato di Trump e la successiva messa in crisi di una probabile vittoria dei repubblicani nelle elezioni del 2028. Il tutto utile e funzionale come per la pandemia del 2020, che ha permesso l’elezione dei democratici con Biden, a scapito della rielezione di Trump. Ma anche questa volta Trump, o meglio i militari di alto rango fedeli alla costituzione americana, hanno preventivamente agito per stroncare il programma.
A fare sponda per destabilizzare l’area medio orientale, mantenendo il controllo funzionale al progetto dittatoriale del Nuovo Ordine Mondiale unipolare, sotto un governo ombra ai danni degli stessi USA, sono stati coinvolti apparati del Partito Comunista Cinese. Emblematica la scena dell’arresto dell’ex presidente Hu Jintao nel congresso del 2022, unitamente a figure apicali costrette alle dimissioni in molte altre nazioni strategiche, quali il militare di alto rango inglese, il principe Andrea che ha di fatto affossato l’operatività della famiglia reale, molto attiva in precedenza nell’area medio orientale e in Iran. Una realtà nefasta di una organizzazione parallela e mafiosa che Trump ha definito nel 2017 “Deep State”. Uno stato profondo e pervasivo in tutte le sfere mondiali, che ha prodotto guerre, cambi di regime, attentati, ha foraggiato il narcotraffico, il traffico di esseri umani, la pedofilia, provocato cadute di governi e l’uccisione di leader, creando le rivolte tramite le cosiddette primavere arabe, destabilizzato il Medioriente con le guerre in Iraq, Siria, Libia fino all’Ucraina, ma sostenendo sempre l’Iran e le sue organizzazioni terroristiche sciite sotto il controllo dei Pasdaran quali: Hezbollah in Libano, Houthi in Yemen, Hamas a Gaza e Cisgiordania.
Tutti nemici giurati di Israele e degli Stati Uniti, funzionali a destabilizzare entrambe le nazioni per la creazione del Nuovo Ordine Mondiale tramite il cavallo di Troia della globalizzazione in un fantomatico Villaggio Globale sotto ferreo controllo dello stato profondo che detiene attualmente il 98% dei capitali in dollari attualmente circolanti. Molti di questi terroristi di matrice iraniana, tramite i flussi migratori, sono giunti in Europa e in USA. Attualmente vi sono sparse cellule dormienti pronte ad agire non appena giunga loro l’ordine di attacco, con attentati in varie città. Una minaccia che potrebbe essere disinnescata per tempo, con operazioni di intelligence e di antiterrorismo. Alcune di queste cellule dormienti potrebbero non attivarsi mai, stente lo scacco matto in atto sul regime iraniano, dove la catena di comando è stata pressoché annientata. Israele, sin dalla sua fondazione nel 1948, è stato costantemente coinvolto in conflitti armati, radicati nella contesa territoriale con i palestinesi e nei rapporti tesi con i vicini arabi. Le guerre principali includono i conflitti arabo-israeliani (1948, 1956, 1967, 1973), le operazioni a Gaza (2008 fino ad oggi), l’intifada (1987-200) e la guerra con Hamas iniziata nell’ottobre 2023.
Quest’ultima è stata l’epilogo del limite di sopportazione, dove un governo di estrema destra, messianico, guidato da Netanyahu, dopo aver sventato numerosi attacchi da parte dei Hamas e degli Hezbollah dal Libano, era arrivato alla determinazione di non sopportare più questo stillicidio che durava da circa settanta anni, con continue incursioni sul territorio israeliano, con attacchi sempre più pressanti, culminati con l’incursione del 7 ottobre 2023 con 1200 israeliani uccisi e molti rapiti da Hamas, creandosi il casus belli per il contro attacco definitivo e risolutivo, ponendo fine ad Hamas e Hezbollah, purtroppo a caro prezzo per la popolazione palestinese, vittima innocente di entrambi i fronti. È stata una azione propedeutica quella dell’attuale attacco contro l’Iran, la testa del serpente, che ha finanziato e armato entrambe le sue creature sciite, alimentate con il solo scopo di distruggere Israele.
Con il ritorno di Trump, questo pericoloso mix di Nuovo Ordine Mondiale, cupole mafiose internazionali, stati canaglia e terrorismo, è stato adesso smantellato dopo oltre 40 anni di inciuci, alimentato da una spinta ideologico-funzionale delle politiche globaliste che miravano a scardinare il vecchio ordine mondiale basato sulle famiglie dinastiche, democrazie e regimi variegati che si sostenevano con politiche da economie classiche ed economicamente consolidate che sono state demolite sistematicamente in gran parte, tramite la promozione del folle progetto della globalizzazione e delocalizzazione di aree industriali e produttive verso i paesi poveri e in via di sviluppo. Questi paesi emergenti offrono mano d’opera a basso costo, superando i vincoli legislativi di salvaguardia dell’ambiente, dei diritti civili, sociali e sindacali, principi radicati in occidente, ma che rappresentano un forte costo che si riverbera nella produzione finale di prodotti e servizi, rendendoli insostenibili nella mente dei grandi speculatori economici di multinazionali e gruppi finanziari, finalizzati a intascare profitti da indirizzare nell’illecito finanziamento del costosissimo progetto di dominio del mondo, tramite il mantenimento attuale del governo ombra, nell’attesa del compimento del Nuovo Ordine Mondiale.
Un nefasto progetto che doveva insediarsi nel 2030, con il programma “Agenda 2030” a sua volta demandato ad un terzo gruppo di ideologizzati “malthusiani” il cui obiettivo è quello del ferreo controllo dell’economia tramite la tecnocrazia e la riduzione della popolazione per dare posto al progetto del transumanesimo, le cui finalità dittatoriali sono confluite nell’organizzazione tecnocratica del World Economic Forum di Davos, esautorando anche l’ONU e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, diventati pian piano un contenitore vuoto e non più autorevole, ma al servizio di una élite corrotta.
Per raggiungere l’obiettivo del Nuovo Ordine Mondiale, a guida unipolare e con un governo mondiale sovrannazionale con rigurgiti nazional-socialista, necessitava smontare l’ordine costituito intorno alla superiorità economica e militare degli USA a vantaggio della superpotenza crescente della Cina, usata, a sua volta, quale cavallo di Troia, per abbattere anche le economie degli stati occidentali. Per favorire il progetto del Nuovo Ordine Mondiale nel 2001, sotto la presidenza Clinton, venne inserita la Cina nel circolo d’élite dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, senza porre condizioni restrittive, divenendo l’impero attuale che produce per il mondo occidentale ridotto a fruitore di servizi, con l’obiettivo di scardinare le economie europee e occidentali indebolendole, fomentando e favorendo le proteste popolari, per un malcontento pilotato all’accettazione del Nuovo Ordine Mondiale, presentato come la panacea di un globalismo progressista per sanare tutti i mali economici, sociali e sanitari. In tal caso è stata utile e funzionale, per loro, la recente pandemia.
Con l’avvento della seconda presidenza USA di Trump, con il programma “America First”, il progetto globalista unipolare è stato demolito pezzo dopo pezzo, per dare corso a una visione multipolare che vede protagonista gli USA, la Cina, la Russia e l’India su blocchi geopolitici e aree di spartizione in una sfera di influenza più armoniosa e consona per ognuna di esse, sulla base di accordi commerciali e geo strategici, a scapito della forza militare sempre usata in precedenza per non risolvere i problemi che vi erano e che dovevano rimanere tali, utili per creare rabbia e disaffezione nei popoli nazionali tramite la politica delle “guerre infinite”, per indirizzare le masse all’accettazione passiva di un Nuovo Ordine Mondiale. La spinta del globalismo è ormai finita, ma nelle coscienze imbevute di tale ideologia stenta a crollare questa ossessiva idea. Trump, sta solo cavalcando per primo l’onda contraria al globalismo, andando contro corrente, ma anticipando chiunque nel processo di irreversibile inversione, con altissima probabilità di uscirne vincente a scapito di molti altri.
Tutto ciò premesso, l’Iran è rimasta, fino a poche settimane fa, una roccaforte dei globalisti del Nuovo Ordine Mondiale, la nazione ultima per fomentare il caos finale che avrebbe dovuto innescare una guerra mondiale nell’area mediorientale dell’Armageddon apocalittica, in territorio d’Israele, nel tentativo di coinvolgere la NATO (Mostro a sette teste e dieci corna) in una Europa incomprensibile (Babilonia:la Grande Meretrice) in contrapposizione con la Russia (l’Orso) e la Cina (il Gran Dragone) che, secondo la visione dei globalisti, sarebbero dovute intervenire nel conflitto, ma hanno sbagliato clamorosamente le previsioni non immaginando che i propedeutici Accordi di Abramo voluti da Trump, avrebbero retto all’impatto attuale, piegando al suo volere anche Israele che, non appena sarà concluso lo smantellamento del regime degli Ayatollah, non avrà più alibi di armarsi per difendersi contro un nemico ormai inesistente, favorita anche dalla pacificazione con i paesi del golfo. È bene precisare che Israele non va appresso alla visione messianica dell’Armageddon, essendo un passo dell’apocalisse del vangelo di San Giovanni, libro non riconosciuto dagli ebrei. Sono ancora in attesa del loro messia, in tempi ancora inaspettati, nonostante le spinte umane per provocare le condizioni. Questo è anche un motivo di contrasto interno tra i messianici puri e i sionisti politici.

Le nazioni che sono state funzionali al progetto del Nuovo Ordine Mondiale erano l’Afganistan che non ha abbandonato il nefasto ruolo dei Talebani, nonostante sia stata la lavatrice dei proventi dell’illecito da parte della CIA deviata, tramite il commercio di droghe, armi e il riciclaggio di enormi quantità di denaro. Alcuni miliardi di dollari venivano concessi stupidamente dall’ONU per non coltivare più l’oppio, ma usati furbescamente per acquisto di armi da parte dei Talebani, mentre l’oppio continuava ad essere coltivato in altre aree dell’Afganistan. L’Arabia Saudita, quella precedente all’attuale regime, per decenni ha permesso illeciti e riciclaggio di denaro unitamente al Qatar, venuto alla luce con il recente QatarGate tra i politici corrotti dell’Unione Europea. Il Venezuela di Maduro, è stato un hub di transito del narcotraffico, con fiumi di denaro riciclati per foraggiare gli illeciti del traffico d’armi, del fentanil, di traffici di esseri umani con interessi anche da parte dell’Iran con i Pasdaran presenti in Venezuela e cellule dormienti pronte e preparare attacchi terroristici in USA ed Europa. Cuba, da sempre sotto embargo USA, sta implodendo da sola, ed è il crocevia di illeciti verso il sud America e gli USA tramite la vicina California, molto condizionata dalle scelte del Venezuela e del Messico. La Corea del Nord, usata e foraggiata per creare una autonomia militare tramite la minaccia atomica, da utilizzare unitamente al conflitto che si sarebbe dovuto far innescare tramite l’Iran per destabilizzare l’area medio orientatele e per tenere sotto pressione il Giappone e la Corea del Sud nell’intento di indebolire gli USA nell’area del pacifico, a favore della Cina e della annessione di Taiwan.
Sull’Iran grava l’accusa dell’attuale amministrazione Trump, tutta da provare documentalmente nell’attuale processo parlamentare sui brogli elettorali delle elezioni americane del 2020, ritendo che fiumi di denaro dell’amministrazione Obama siano confluiti in Iran per essere poi smistati per foraggiare la rete dei brogli elettorali, su alcuni server iraniani, tedeschi e italiani, tramite il collegamento tra satelliti della CIA, per truccare le elezioni a favore di Biden. Tutte queste frizioni su fatti gravissimi in fase di accertamento, rientrano nell’alto tradimento e nella cospirazione, sono motivo del forte astio verso Trump che, a modo suo, sta intervenendo per debellare il male e i traditori, spesso collusi anche nel malaffare del narcotraffico, pedofilia e satanismo. Tutto questo giustifica l’azione di smantellamento dei cartelli criminali in centro e Sud America, in Europa e in particolare in Italia, con la ‘ndrangheta che ha assunto un ruolo mondiale nel traffico di armi, stupefacenti e traffico di migranti.
Israele attualmente è diventato uno Stato autoritario, governato non più da sionisti (che si richiamano a Theodor Herzl), ma da sionisti revisionisti di destra (discepoli di Vladimir Jabotinsky). Anche il movimento sionista cristiano è cambiato. Dopo l’assassinio di Charles Kirk, tra i cristiani statunitensi sta prendendo piede un movimento antisraeliano. Anche il Congresso americano si è trasformato. Dopo il Tea Party, un movimento emerso nel 2009, con il Partito Repubblicano che è stato preso d’assalto dai jacksoniani. Il finanziamento delle loro campagne elettorali è sempre meno assicurato dall’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) e sempre più dai trumpiani. Il presidente Trump affronta la questione israeliana condizionato da diversi fattori. I racconti mitici della creazione degli Stati Uniti e di Israele, due Stati “voluti da Dio”, che illuminano il mondo come “luci sulla collina” sono sempre meno influenti dal punto di vista escatologico. L’antipatia personale di Trump nei confronti di Netanyahu, che lo tradì sostenendo Hillary Clinton e Joe Biden.

Il presidente Trump non ha appoggiato l’attacco israeliano contro l’Iran del 13 giugno 2025 (Operazione Leone Nascente). Ha aspettato il 21 giugno per lanciare l’Operazione Martello di Mezzanotte. Con bombe penetranti che in un solo giorno hanno danneggiato, se non distrutto, i siti nucleari iraniani, sottraendo ogni giustificazione all’azione israeliana. In questo modo ha tagliato l’erba sotto i piedi ai sionisti revisionisti che chiedevano a Israele di bombardare con armi nucleari l’Iran.
A ottobre 2025 l’autorità giudiziaria islamica ha messo in stato d’accusa la banca iraniana “Ayandeh,” che aveva finanziato la costruzione dell’Iran Mall, lussuoso centro commerciale e ricreativo, ostentazione dell’opulenza della classe dirigente e della sua superiorità sul popolo che lotta per non morire di fame. Il 23 ottobre è stato dichiarato il fallimento della banca e sono improvvisamente venute alla luce perdite per 5,5 quadrilioni di rial (5 miliardi di euro); un disastro imputabile a un sistema di frodi e corruzione generalizzate. Sebbene lo Stato abbia cercato di nascondere la portata del crollo della banca, i clienti si sono trovati improvvisamente rovinati. Hanno manifestato e bruciato la sede della banca a Teheran. È stato l’inizio della rivolta. Rapidamente si è infiammato l’intero Paese. L’obiettivo non era il cambio di regime, ma recuperare i propri miseri risparmi. La classe dirigente, sentendosi minacciata, ha reagito come ha sempre fatto: con la violenza, l’incarcerazione e l’impiccagione dei manifestanti

Questa ondata di malcontento e il massacro di 42.000 giovani iraniani il mese scorso, ha spinto l’agenda statunitense per un intervento immediato e di sorpresa cui stiamo assistendo in queste settimane. Furia Epica (Epic Fury), non è militarmente previsto di lunga durata. Non è coordinato con quello di Israele. Non esiste uno stato maggiore comune e la maggior parte dei soldati statunitensi è ormai contro le politiche dell’attuale governo israeliano. La risposta iraniana appare estremamente confusa. I Guardiani della Rivoluzione (noti come Pasdaran) hanno colpito in ogni direzione: su Israele e sulle basi statunitensi della regione, dalla Giordania al Qatar. In questo contesto, agenti israeliani si sono infiltrati nelle manifestazioni, chiedendo dal 6 gennaio il ritorno dello scià e la restaurazione dell’Impero persiano. Reza Pahlavi, figlio maggiore dell’ultimo scià, oggi vive in esilio negli Stati Uniti e potrebbe essere l’elemento cuscinetto di transizione per l’avvio di un nuovo corso, dopo elezioni democratiche che decideranno il vero destino dell’Iran.
Trump non vede favorevolmente la soluzione del figlio dello Scia, perché a lui basta scardinare l’attuale classe dirigente iraniana integralista, violenta e massacratrice, trovando accettabile un prosieguo con una nuova classe politica moderata e filoamericana. Un nuovo corso che spezzi i legami attuali dell’Iran con la Russia e la Cina, mettendo gli USA in primis. Per accelerare il percorso in atto si stanno scaldando i combattenti Curdi e i Peshmerga siriani contro gli iracheni sciiti degli attuali Ayatollah, con una invasione sul campo prevista per iniziare a liberare territori utili a poter dare libero spazio ai cittadini iraniani per manifestare contro l’attuale regime, una strategia città dopo città, contando di arrivare a Teheran per la spallata finale. Sul confronto tra i guerreggianti, l’Iran contro gli Stati Uniti è militarmente perdente, non vi possono essere sorprese, l’unica variabile è, come sempre, l’imponderabile umano. Per i primi di aprile prossimo è prevista la visita ufficiale di Trump a Pechino, e nulla al momento sembra sia accaduto per spostare l’appuntamento. Questo aspetto è molto significativo per comprendere che la Cina di Xi Jinping, e non il PCC, è schierato per il cambio di regime in Iran.
Solo dopo questo incontro potremo avere gli elementi per registrare i mutamenti presenti e futuri, a scapito del vecchio e defunto villaggio globale.
Fonte: MediTerraneiNews.it
