Volo Air India 171: plausibile l’ipotesi di un attentato suicida.
Come si ricorderà il 12 giugno 2025 l’aeromobile che effettuava il volo 171 della Air India, un Boeing 787 Dreamliner, si è schiantato durante la fase di decollo su uno studentato medico nell’area di Meghani Nagar, una zona residenziale densamente popolata adiacente allo scalo. A bordo erano presenti 230 passeggeri e 12 membri di equipaggio. Allo schianto è sopravvissuto un solo passeggero, mentre altre ventinove persone sono morte a terra. I feriti ricoverati in ospedale sono stati oltre sessanta. In questi casi, come noto, di routine viene aperta una inchiesta le cui risultanze servono anche per meglio comprendere come evitare che tali eventi drammatici abbiano a verificarsi nel futuro.
Stando alle prime risultanze dell’inchiesta sembrerebbe che il disastro sia stato causato dalla interruzione volontaria del flusso di carburante posta in essere da uno dei due piloti.
Una interruzione la cui volontarietà sembrerebbe confermata tanto dalla registrazione della voce di uno dei due piloti che chiede all’altro il motivo di quella interruzione, richiesta cui l’altro risponde negando un qualsivoglia suo intervento in tal senso, quanto dalla presa in considerazione che le caratteristiche del relativo attuatore, nonché la sua posizione nella cabina di pilotaggio rendono del tutto impossibile l’accidentalità della cosa.
La pubblicazione, avvenuta un paio di giorni or sono, a cura del Government of India Ministry of Civil AviationAircraft Accident Investigation Bureau, del “Preliminary Report Accident involving Air India’s B787-8 aircraft bearing registration VT-ANB at Ahmedabad on 12 June 2025” non sembra aver fugato tutti i dubbi quanto alla dinamica dell’evento per tutta una serie di ragioni, a cominciare dall’enorme ritardo con cui il testo è stato licenziato e reso noto, forse, è stato detto, per motivi legati agli impegni che hanno visto il coinvolgimento dell’India in ambito internazionale.
Personalmente ritengo che, quantunque strano, il ritardo di cui sopra non sia stato una conseguenza intenzionale dettata da motivi politici, quanto piuttosto dalla necessità di evitare un certo tipo di speculazioni.
Ed infatti, se è vero, come è evidente dal tenore del dialogo intercorso tra i due piloti, che nessun altro oltre a loro era presente in cabina, e parimenti evidente l’intenzionalità dell’azione che ha portato al disastro, non è possibile concludere che la voce del membro dell’equipaggio che chiede conto dello switch off del carburante sia con assoluta certezza quella della persona che non lo ha manualmente eseguito.
Tanto affermo in quanto la sua richiesta potrebbe essere stata dettata dalla volontà di far saltare a questa conclusione per motivi che possono essere esclusi solo conducendo una indagine suppletiva relativa alla vita privata dei due piloti, indagine che consenta di escludere del tutto anche l’ipotesi dell’attentato.
Le ragioni per il compimento di un atto deliberato di questa portata possono essere molteplici, ed infatti, in caso di attentato suicida per motivi, ad esempio politico-religiosi (Jihad), personali o politici, il quesito potrebbe essere stato posto per mettere al sicuro la propria famiglia da spiacevoli conseguenze allontanando i sospetti da sé.
Per somma nel caso di un attentato di tal genere il Governo si sarebbe visto posto nella necessità di prendere tempo (da qui il ritardo, e da qui pure la scelta della Compagnia di dare subito corso ai risarcimenti) per evitare che la conferma di una tale eventualità possa essere letta come ascrivibile, ad esempio, ad inefficienze degli organismi di sicurezza dell’India, come pure per prevenire reazioni che mettano a rischio lo pace sociale, e di conseguenza lo stesso ordine pubblico.
Depone a favore della necessità della presa in esame di una tale ipotesi pure il fatto che la compagnia ha preso di buon grado in esame l’ipotesi di procedere ad accertamenti sanitari sistematici dei piloti in tempi a tal segno rapidi da lasciar supporre la messa a terra, nel frattempo, dell’intera flotta, con tutto ciò che questo può comportare economicamente.
Per somma, se è vero che dal punto di vista dell’immagine è pagante poter far ascrivere ad una fatalità disgraziata, e come tale episodica, il disastro, è altrettanto vero che una tale decisione fa di fatto apparire l’evento come imputabile ad una alterazione dello stato psico-fisico di un membro dell’equipaggio prima ancora che l’indagine sia conclusa definitivamente.
Tanto mi permetto di sottolineare dati i tempi in cui viviamo e le tensioni politiche del momento che impongono, a mio avviso, di valutare tutte le opzioni.
