Traiettorie missilistiche anomale osservate a Gerusalemme: un’analisi fisica dei cambi continuativi e della “planata” terminale.
Recenti video pubblici mostrano un missile che ha colpito l’area di Gerusalemme, solo in parte intercettato dal sistema di difesa locale. Un’analisi dettagliata dei frame evidenzia tre fenomeni chiave: la separazione di un secondo vettore, deviazioni di traiettoria incompatibili con la balistica pura e una riduzione progressiva dell’angolo di discesa verso un allineamento quasi parallelo al suolo nella fase terminale. La combinazione di questi elementi, osservata attraverso la scia luminosa e riferimenti al suolo, indica che la traiettoria non può essere spiegata con i modelli balistici classici. L’analisi rileva le osservazioni e le implicazioni fisiche, lasciando aperta la questione della dinamica reale del vettore.
Missile iraniano su Gerusalemme in video del 1-3-2026.mp4
1. Introduzione
La ricostruzione dei movimenti di oggetti ad alta velocità, in particolare missili e veicoli di rientro, rappresenta una sfida complessa. I sistemi di difesa missilistica sono progettati sulla base di traiettorie balistiche previste, che seguono curve paraboliche sotto l’influenza della gravità. Tuttavia, l’osservazione di sequenze video pubbliche suggerisce che in alcuni casi la traiettoria può deviare significativamente dalla previsione balistica, con implicazioni importanti per la comprensione della dinamica dei vettori.
2. Metodologia di osservazione
L’analisi è stata condotta attraverso:
- Frame-by-frame estratti da un video pubblico, in sequenze successive
- Comparazione con altri video reperiti da OSINT
- Riferimenti sul terreno, quali tetti e linee di costruzioni, per determinare l’angolo verticale apparente della traiettoria rispetto all’orizzonte
- Analisi della scia luminosa, osservata per valutare variazioni di velocità e continuità della traiettoria
- Verifica della continuità della curva, per determinare se i cambi osservati fossero bruschi o fluidi.

3. Osservazioni principali
3.1 Distacco del secondo vettore
A un certo punto della sequenza, un secondo corpo si separa dal vettore principale. Questo nuovo elemento:
- Inizia con una traiettoria apparentemente compatibile con una parabola.
- Mostra successivamente deviazioni rispetto al ramo discendente prevedibile della parabola principale.
- Queste deviazioni non risultano compatibili con una traiettoria balistica pura, poiché i rami di un moto parabolico devono essere complanari.
3.2 Cambi di traiettoria continui e coerenti
Tutti i cambi osservati nella sequenza:
- Sono fluidi, senza linee spezzate o bruschi cambi di direzione.
- Sono documentati dai curvamenti della scia luminosa, che appare più lunga nei punti di accelerazione e più corta nei punti di decelerazione apparente.
- La scia conferma la continuità della manovra, suggerendo variazioni progressive della direzione e della velocità.
3.3 Riduzione sostenuta dell’angolo di discesa nella fase terminale
La caratteristica più significativa:
- Nella parte finale della traiettoria, prima dell’impatto, si osserva un allineamento progressivo parallelo al suolo.
- L’evidenza è confermata dai riferimenti ai tetti e altri punti sul terreno.
- Questo livellamento comporta un arretramento ulteriore del punto di impatto rispetto alla proiezione balistica attesa.
- La riduzione dell’angolo è netta e sostenuta in tutti i frame, suggerendo un fenomeno reale e non un artefatto prospettico di breve durata.

Frame in successione tratti dal Video integrale
4. Discussione fisica
Dal punto di vista della meccanica classica:
- Traiettoria balistica pura
- Sotto gravità costante e senza forze laterali, il moto di un corpo in caduta è complanare.
- L’angolo di discesa rispetto all’orizzonte aumenta progressivamente durante la fase terminale.
- Un corpo balistico non può “appiattire” la traiettoria verso un allineamento parallelo al suolo
- Interpretazioni possibili della traiettoria osservata
- Forza laterale o portanza: per ottenere livellamento terminale e arretramento del punto d’impatto.
- Effetti prospettici e ottici: variazione dell’angolo apparente dovuta all’inquadratura, al movimento della camera e alla profondità.
- Fenomeni atmosferici e luminosi: densità dell’aria, scia luminosa e variazioni di emissione plasmatica.
- Evidenza della continuità
- La fluidità dei cambi osservati e la lunghezza della scia luminosa rafforzano l’impressione che i cambi non siano casuali né sporadici.
- Tuttavia, la conferma definitiva richiede dati tridimensionali, ad esempio radar o più prospettive.
5. Conclusioni
L’analisi dei frame e della scia luminosa suggerisce che la traiettoria osservata:
- Non è compatibile con una parabola balistica semplice.
- Mostra deviazioni continue, distacco di un secondo vettore e riduzione sostenuta dell’angolo di discesa.
- Produce un punto di impatto arretrato rispetto alla previsione balistica, coerente con una fase di “planata” terminale.
Tuttavia, senza dati di tracciamento tridimensionale, non è possibile:
- Determinare con certezza il tipo di forza o meccanismo responsabile.
- Stabilire la natura esatta del vettore o della manovra.
6. Implicazioni
L’osservazione indica la possibilità di dinamiche terminali più complesse rispetto a quanto previsto dai modelli balistici tradizionali. La combinazione di distacco di un secondo vettore, scia luminosa continua e riduzione sostenuta dell’angolo di discesa costituisce un caso interessante per ulteriori studi di cinematica applicata a veicoli ad alta velocità.
L’evidenza osservativa sfida le interpretazioni prevalenti, suggerendo che fenomeni non spiegabili dalla balistica tradizionale potrebbero essere presenti, senza fare ipotesi militari specifiche.
7. Appendice ipotetica: Tipologie di vettori coerenti con la dinamica osservata
Se le caratteristiche osservate — distacco di un secondo corpo, deviazioni di traiettoria, riduzione sostenuta dell’angolo di discesa e arretramento del punto d’impatto — fossero confermate da misurazioni tridimensionali, la cinematica richiederebbe un vettore con capacità di manovra attiva e portanza aerodinamica nella fase terminale.
7.1 Caratteristiche richieste
Un vettore compatibile dovrebbe avere:
- Controllo aerodinamico
- Superfici di controllo o profilo planante in grado di generare portanza significativa.
- Permette di modificare l’angolo di discesa e di livellarsi verso il parallelo al suolo.
- Propulsione o accelerazione attiva
- Necessaria per spiegare l’allungamento della scia luminosa osservato nei punti di accelerazione.
- Consente di mantenere o aumentare la velocità durante le manovre terminali.
- Fase di separazione di un secondo stadio
- La dinamica osservata mostra distacco di un corpo secondario che segue inizialmente una parabola.
- Implica che il sistema possa essere multistadio, con manovrabilità separata per il secondo vettore.
7.2 Tipologie teoriche compatibili

7.3 Limiti e considerazioni
- Questa appendice è ipotetica, basata solo sulle osservazioni video.
- Non si afferma l’uso effettivo di alcuna tecnologia specifica o di origine militare.
- La conferma richiederebbe dati radar 3D, telemetria o misure sperimentali, attualmente non disponibili pubblicamente.
- Serve solo a mostrare quali tipi di vettori potrebbero spiegare fenomeni cinematici incompatibili con la balistica classica.
I sistemi che più si avvicinano, nel dibattito pubblico e nella letteratura aperta, alle capacità cinematiche avanzate –come grande manovrabilità in fase terminale, capacità di devianza dalla traiettoria balistica e profili di volo non parabolici– rientrano principalmente in queste tre categorie generali:
1. Veicoli Ipersonici Plananti (HGV – Hypersonic Glide Vehicles)
Sono veicoli lanciati da un booster (spesso un razzo) che poi planano ad altissima velocità nell’atmosfera, con capacità di manovra durante la fase di planata.
Razionalità rispetto al comportamento osservato
- Non seguono una parabola balistica classica dopo la fase di rilascio.
- Possono fare manovre nella fase terminale, alterando la traiettoria rispetto alla semplice discesa.
- Alcuni concetti di HGV prevedono profili di volo tesi e variabili, che non sono puramente parabolici.
Limitazioni
- La pubblica documentazione di HGV è molto semplificata: i dettagli reali, in particolare su manovre molto estreme o “planate” finali tendenti al parallelo al suolo, sono classificati o non disponibili.
- Non sono sistemi “commerciali”: sono sviluppati da governi e forze armate.
2. Missili da Crociera ad Alta Velocità con Manovra Terminale
Questi vettori non sono balistici: volano controllando continuamente assetto, velocità e direzione grazie a superfici aerodinamiche e propulsione sostenuta. Alcuni sono progettati per essere difficili da intercettare grazie a profili di volo bassi e manovre nella fase finale.
Razionalità rispetto al comportamento osservato
- La manovrabilità continua durante il volo (specialmente in fase terminale) è coerente con deviazioni rispetto alla balistica.
- Possono presentare profili di volo che non assomigliano a parabole classiche.
Limitazioni
La “planata” finale molto piatta e l’arretramento eccessivo del punto di impatto rispetto alla parabola sono meno tipici di missili da crociera standard, specialmente se non dotati di propulsione avanzata ipersonica.
3. Concetti di Sistemi Multistadio con Separazione Attiva
Alcuni sistemi sono progettati per separare uno stadio principale da uno secondario, dove lo stadio secondario può avere capacità di controllo più sofisticate.
Razionalità rispetto al comportamento osservato
- La presenza di un secondo vettore che si separa e poi segue una traiettoria autonoma è coerente con ciò che si è osservato.
- Se lo stadio secondario possiede un sistema di controllo aerodinamico, può alterare la traiettoria rispetto alla semplice discesa.
Limitazioni
Anche qui, le capacità reali — in particolare di manovra terminale molto estrema — sono in gran parte classificate o sperimentali.
Nota finale
La combinazione di:
- separazione di un secondo corpo
- deviazioni rispetto a una parabola semplice
- riduzione progressiva dell’angolo di discesa, ed
- arretramento del punto di impatto
richiederebbe –qualora fosse confermata da dati 3D– una capacità di controllo aerodinamico e/o propulsiva nella fase terminale che è tipica solo di sistemi:
- con superfici di controllo e portanza
- o con motori attivi in fase terminale
- o con un profilo di volo continuo variabile
ma questi sono concetti associati a sistemi molto avanzati, non a razzi a traiettoria balistica. Come è ovvio questa panoramica non identifica un vettore specifico né ne suggerisce capacità tecniche segrete. Si limita a mostrare, sulla base di letteratura pubblica e analisi di sistemi noti, quali categorie di vettori sono coerenti con traiettorie non balistiche e manovrabili.
È ovvio sottolineare che se le ipotesi sulla traiettoria fossero confermate da dati tridimensionali (strumentali), allora si aprirebbe la questione su vettori che non sono semplici missili balistici, ma appartengono a classi con capacità di controllo aerodinamico o di propulsione nella fase terminale, aree in cui la tecnologia attuale dei paesi più avanzati è attivamente in fase di sviluppo.
Conclusione
Il vettore oggetto dell’escusso e le relative peculiarità non rientrano nei parametri del potenziale missilistico iraniano.
Nel 2021, la nostra testata pubblicava un’analisi in tre diverse puntate relative al potenziale offensivo di Tehran, ponendo in evidenza come nei bombardamenti sulle aree metropolitane di Israele e le basi USA in Iraq da parte di Iran ed Hezbollah si fossero avvalsi di missili Zulfiqar, Fateh, Qiam e Shabaab e che questi siano stati oggetto di ammodernamenti relativi a letalità e precisione.
Dallo stesso anno si è rilevato come lo Shabaab3 era particolarmente attenzionato dagli analisti dell’intelligence occidentali poiché trattatasi di un sistema d’arma a propellente liquido, dotato di una testata tra 500 e 600 kg e di una gittata di circa 1500 km, compatibile con i danni rilevati e le relative distanze di impiego.
Altresì, prima dell’inizio dell’attuale conflitto, la stessa attenzione veniva posta sullo sviluppo iraniano del missile Sejil3, un sistema a tre stadi con una portata di 4000 Km. Ed un peso utile di 3 tonnellate.
Ma tutto ciò è relativamente compatibile con la velocità raggiunta dal vettore osservato nei video proposti e nelle modalità di sganciamento del secondo e terzo stadio.
Appare quasi scontato che, quanto a studi comparati di assemblaggio di nuove testate convenzionali o meno, l’Iran abbia fruito della collaborazione di esperti di Mosca ed in parte, quella relativa alla componentistica, di Bejing.
Un dato preoccupante che metterebbe in discussione l’incolmabile differenza tra i costi dei vettori lanciati e quelli relativi all’intercettazione dei medesimi con una proporzione di 1/10.
La Russia, con l’avvento dell’Oreshnik, ha già di per se creato un allarme diffuso nelle Intelligence della NATO, non ancora in grado di ideare e creare un sistema idoneo all’intercettazione del vettore ipersonico.
Se si ipotizza una diffusione in Iran di un sistema d’arma dalle caratteristiche simili a quelle dei nuovi missili di Mosca, seppur in numero ridotto e con rampe che cominciano a scarseggiare, i danni per Israele e i Paesi della coalizione a guida USA sarebbero ingenti e gli sforzi volti a rovesciare il regime teocratico di Tehran potrebbero vedere accresciuti i costi economici in modo esponenziale.
a cura di Silverio Allocca e Davide Racca
