Antisemitismo: “Antagonisti e islamisti uniti nell’odio contro Israele”
Si è tenuta ieri, nella sala caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica, l’interessante iniziativa della senatrice Ester Mieli dal titolo “Antisemitismo e violenza: il volto ambiguo degli antagonisti”. A relazionare sul tema, moderati dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, sono intervenuti Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Alberto Balboni senatore di Fratelli D’Italia e presidente della Commissione Affari Costituzionali, Giovanni Donzelli deputato di FdI e responsabile dipartimento organizzazione, Sara Kelany deputato anche lei di Fratelli D’Italia e responsabile del dipartimento immigrazione. Con loro la stessa senatrice Mieli e a chiudere la sequenza degli interventi il giornalista francese Alexandre Devecchio de Le Figaro.
L’incontro è avvenuto a pochi giorni dalla discussione e votazione del nuovo DD L sull’antisemitismo, approvato in Senato e che ora dovrà passare al vaglio della Camera dei Deputati.
Partendo da una serie di punti sensibili e di stretta attualità ricordati dal direttore Capezzone, si è parlato di antisemitismo, di una internazionale antisemita che collega i gruppi fondamentalisti islamisti con i movimenti antagonisti e del ruolo dei partiti in un momento così delicato per la sicurezza dell’Europa e dell’intero Occidente.
Il senatore Lucio Malan ha ricordato la gravità di alcune manifestazioni di antisemitismo come le liste di proscrizione apparse sui siti Internet e firmate dal partito comunista dei Carc e allo stesso tempo l’infelice manifesto dei giovani del PD di Bergamo con lo slogan “meglio maiali che sionisti”. Manifestazioni gravi dalle quali i partiti dovrebbero dissociarsi e prenderne le distanze senza ambiguità.
Il senatore Balboni ha invece ricordato come la nuova legge sull’antisemitismo approvata in Senato garantisca la libertà di parola e di opinione e come essa sia stato frutto del lavoro corale in commissione che ha riportato un testo equilibrato e il larga parte condiviso.
L’osservanza dell’art.21 della Costituzione dove è garantita la libertà di espressione non prevede però la licenza di poter urlare slogan come quelli ascoltati negli ultimi due anni e mezzo nelle strade italiane, uno per tutti “Palestina libera dal fiume al mare”.Uno spot che indica la volontà di sopprimere il popolo ebraico e lo Stato di Israele. A sua volta la senatrice Mieli ha sottolineato la deriva antisemita del mondo antagonista e ha ricordato come gli esponenti dei partiti di opposizione siano “smemorati”, da Laura Boldrini e i suoi contatti con Mohammed Hannoun a Giuseppe Conte che nel 2020, da presidente del Consiglio, durante il suo governo il parlamento aveva adottato la definizione di antisemitismo dell’Ihra e il Movimento 5 Stelle, del quale è a capo, aveva votato a favore mentre la settimana scorsa in Senato ha respinto votando contro la legge proprio perché fa riferimento all’Ihra.
Una giravolta vertiginosa, evidenziata anche dal deputato Donzelli che ha ricordato le violenze dei movimenti antagonisti che fanno temere per l’incolumità non solo dei cittadini di religione ebraica, ma per quella dell’intera popolazione italiana. Per Donzelli la mancanza di un voto unanime in Senato sul decreto contro l’antisemitismo testimonia la deriva politica e culturale del paese. Non può dividere un decreto su un tema così sentito e delicato, come ricordato anche da Sara Kelany che ha sottolineato come l’antisionismo rappresenti la forma più attuale e più in voga di antisemitismo. Un odio antiebraico, secondo la deputata, fomentato anche dalla galassia fondamentalista islamista e che richiede la necessità di monitorare la sicurezza non solo in Italia, ma nell’intero continente europeo come verrà proposto dal suo partito in sede di parlamento europeo attraverso nuovi protocolli Europol.
Che il fenomeno sia di natura trasversale lo ha ricordato il giornalista Devecchio del quotidiano francese “Le Figaro”, che ha denunciato le connessioni tra l’estrema sinistra e i fondamentalisti islamisti in Francia. Affinità che rappresentano un progetto politico per ottenere, in quell’area, il voto musulmano nel paese transalpino. Devecchio ha evidenziato come la sinistra abbia perso le fasce popolari di voto nel paese e abbia acquisito il voto islamico, soprattutto in quelle periferie divenute veri e propri centri di radicalizzazione islamista. La politica gauchista islamista di Melenchon. A chiusura dell’incontro, il ringraziamento di senatori e deputati al direttore Capezzone per il grande lavoro di denuncia messo in atto con coraggio da “Il Tempo”.
