346 miliardi per l’Ucraina: il conto degli aiuti e le zone d’ombra
Prima di entrare nei numeri, una precisazione è necessaria. Questo articolo non è scritto a sostegno della Russia né dell’Ucraina. Non vuole difendere o attaccare la Russia, né difendere o attaccare il governo ucraino. Non è neppure un’analisi delle responsabilità politiche o militari della guerra. L’obiettivo è capire, attraverso i dati disponibili, che cosa rappresentano realmente le centinaia di miliardi di euro di assistenza destinati all’Ucraina: quanto è stato destinato alle armi, quanto al sostegno finanziario e all’assistenza umanitaria, quante risorse sono erogate come sovvenzioni e quante come prestiti e, soprattutto, quanto di queste somme è pubblicamente verificabile e quanto è effettivamente arrivato a destinazione. Sono questioni che riguardano il denaro pubblico, la trasparenza delle istituzioni e il diritto dei cittadini a conoscere come vengono utilizzate risorse di dimensioni straordinarie.
Il quadro complessivo
L’Ukraine Support Tracker del Kiel Institute for the World Economy, aggiornato nell’agosto 2026 con gli aiuti allocati fino a giugno, registra l’assistenza militare, finanziaria e umanitaria fornita dal 24 gennaio 2022. Secondo il database, Europa e istituzioni europee hanno allocato circa 230,5 miliardi di euro, contro i 115,4 miliardi degli Stati Uniti, per un totale di circa 345,9 miliardi, arrotondabili a 346 miliardi. Il database considera gli aiuti governativi e non comprende le donazioni private né gli aiuti forniti da organizzazioni internazionali come ONU e Croce Rossa.
Il sostegno militare
Sul fronte militare, l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina circa 93 miliardi di euro di sostegno, destinati a difesa aerea, artiglieria, munizioni, missili, veicoli e droni, mentre la missione EUMAM ha formato circa 97.000 militari ucraini, con 610 milioni di euro per l’addestramento e l’equipaggiamento. Nel 2026 una quota crescente delle risorse è stata indirizzata verso i droni. Le allocazioni europee bilaterali per i droni sono passate da circa 1,2 miliardi di euro nel 2025 a circa 1,6 miliardi nei primi quattro mesi del 2026; la Germania ha inoltre allocato 4,2 miliardi di euro tra marzo e aprile.
Inoltre, il nuovo Ukraine Support Loan prevede fino a 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027, di cui 60 destinati alla difesa. Nell’ambito del programma, l’UE ha finora erogato 11,7 miliardi per gli acquisti nel settore della difesa, mentre altri 3,2 sono stati destinati all’assistenza macro-finanziaria.
I primi due filoni del piano europeo per la fornitura e l’acquisto congiunto di munizioni e missili valgono 1 miliardo di euro ciascuno, mentre il programma ASAP ha mobilitato altri 500 milioni per aumentare la capacità produttiva europea di munizioni e missili.
Nel primo semestre del 2026 i Paesi europei hanno acquistato almeno 3 miliardi di euro di assistenza militare da aziende statunitensi, pari a circa il 30% degli aiuti forniti attraverso acquisti dall’industria della difesa. Un canale specifico è il meccanismo NATO PURL, attraverso il quale gli alleati finanziano l’acquisto di equipaggiamenti statunitensi destinati all’Ucraina. Nel primo semestre del 2026 le forniture provenienti dalle scorte statunitensi hanno rappresentato oltre il 90% dell’assistenza fornita dagli alleati attraverso questo strumento. A settembre la NATO ha indicato in circa 10 miliardi di dollari gli stanziamenti effettuati nell’ultimo anno attraverso PURL e Foreign Military Sales statunitensi.
Il sostegno economico e finanziario degli Stati Uniti
Secondo il Government Accountability Office, al 31 dicembre 2023 quattro agenzie federali — Department of State, USAID, Department of the Treasury e Department of Agriculture — avevano allocato complessivamente 44,1 miliardi di dollari destinati principalmente all’assistenza economica e umanitaria. Una parte rilevante è stata destinata al sostegno diretto del bilancio ucraino e tra il 2022 e il dicembre 2024 USAID ha erogato circa 30,2 miliardi di dollari. Nel dicembre 2024 il Tesoro statunitense ha trasferito 20 miliardi di dollari alla Banca Mondiale per l’Ucraina. Non si trattava di una sovvenzione a fondo perduto, ma di un finanziamento destinato a essere rimborsato attraverso i proventi futuri degli asset sovrani russi immobilizzati e faceva parte del pacchetto G7 da 50 miliardi di dollari. Per il 2026 non è disponibile un dato ufficiale statunitense complessivo.
Il sostegno finanziario dell’Unione europea
La Commissione europea quantifica in 224,5 miliardi di euro il sostegno complessivo mobilitato dall’UE e dagli Stati membri per l’Ucraina. La cifra comprende 110,3 miliardi forniti dal bilancio dell’UE, 77,9 miliardi di misure di
assistenza militare, fino a 17 miliardi per sostenere gli Stati membri nell’accoglienza degli ucraini, 15,5 miliardi forniti direttamente dagli Stati membri e 3,8 miliardi provenienti dai proventi degli asset russi immobilizzati. Dei 110,3 miliardi, 43,3 sono destinati all’assistenza macro-finanziaria, 42 alla Ukraine Facility, 14,9 all’Ukraine Support Loan, 2,8 a prestiti e garanzie della Banca europea per gli investimenti, della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e di altre istituzioni finanziarie, 1,4 all’assistenza umanitaria, 1,2 alla cooperazione bilaterale e 4,5 miliardi ad altre forme di sostegno.
La Ukraine Facility, attiva per il periodo 2024-2027, dispone di 50 miliardi di euro, di cui 33 sotto forma di prestiti e 17 di sovvenzioni. Il programma finanzia la stabilità macroeconomica, i servizi pubblici, le riforme, gli investimenti e la ricostruzione. Al 24 settembre 2026 erano stati approvati otto pagamenti, per un totale di 42 miliardi di euro mobilitati e oltre 32 già ricevuti dall’Ucraina.
Nel 2026, la Commissione europea indica la cifra di 14,9 miliardi già erogati, di cui 3,2 per l’assistenza macro finanziaria e 11,7 per gli acquisti nel settore della difesa. Questi 14,9 miliardi sono già compresi nei 110,3 veicolati attraverso il bilancio dell’UE. Il Kiel Institute utilizza una metodologia diversa e considera le nuove allocazioni europee effettuate attraverso il Support Loan nei mesi di maggio e giugno 2026 in quasi 11 miliardi di euro: 4,3 per l’assistenza militare e 6,7 per l’assistenza finanziaria e umanitaria.
Il sostegno italiano
Nel febbraio 2026 risultavano emanati 12 decreti interministeriali per la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina. Gli elenchi dettagliati delle forniture sono classificati e il valore complessivo dei materiali ceduti è stato indicato in oltre 3 miliardi di euro dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano.
Questa cifra rappresenta il valore delle forniture cedute e non può essere considerata automaticamente come 3 miliardi di euro di nuova spesa pubblica. Le cessioni possono infatti riguardare materiali già disponibili nelle scorte delle Forze armate e possono essere parzialmente compensate attraverso l’European Peace Facility.
L’Italia ha fornito anche assistenza finanziaria, umanitaria ed energetica. Secondo il Ministero degli Esteri, ha destinato finora circa 3,2 miliardi di euro all’assistenza civile bilaterale e alla ripresa e ricostruzione dell’Ucraina, escludendo gli aiuti militari e i contributi effettuati attraverso l’UE. Nel settore energetico, 240 milioni rientrano in questa cifra e nel solo 2026 sono stati stanziati altri 10 milioni attraverso l’Energy Community.
La componente umanitaria comprende finanziamenti alle organizzazioni internazionali e interventi della Cooperazione italiana. Nel 2022 l’Italia ha stanziato oltre 150 milioni di euro attraverso la Cooperazione italiana, di cui 110 milioni destinati al sostegno del bilancio ucraino e 26 milioni alla risposta agli appelli umanitari.
Tracciabilità e controlli
Arriviamo ora alla questione più delicata: la tracciabilità dei fondi e delle forniture.
Negli Stati Uniti, un audit del Department of Defense Inspector General del novembre 2025 ha esaminato cinque contratti, per un valore complessivo di 1,6 miliardi di dollari, relativi a munizioni destinate all’Ucraina. L’audit ha rilevato oltre 20 milioni di pagamenti in eccesso e ha evidenziato che l’esercito non aveva recuperato circa 1,1 milioni di penali per consegne tardive.
Un’altra criticità riguarda la valorizzazione contabile delle armi trasferite dalle scorte statunitensi. Il Government Accountability Office ha rilevato che il Department of Defense aveva sovrastimato di circa 6,2 miliardi di dollari il valore dei materiali trasferiti all’Ucraina negli esercizi 2022 e 2023 attraverso la Presidential Drawdown Authority. Il GAO ha inoltre individuato problemi nella registrazione delle consegne e nel controllo dell’utilizzo finale delle forniture. Il Department of Defense non disponeva di procedure sufficientemente chiare per garantire l’accuratezza dei dati. Per alcuni sistemi sensibili, inoltre, le condizioni di guerra impedivano agli ispettori statunitensi di effettuare direttamente le verifiche e dovevano quindi ricorrere alle autodichiarazioni delle autorità ucraine. Il rischio di diversione e trasferimento illecito delle armi costituisce un problema riconosciuto dalle istituzioni: l’Unione europea finanzia programmi di tracciamento e controllo delle armi e nel 2026 il Consiglio dell’UE ha rinnovato il sostegno al sistema iTrace, che comprende attività di tracciamento sul terreno, raccolta di dati e verifiche successive alla consegna.
Criticità sono emerse anche nei finanziamenti diretti al bilancio ucraino. Un audit dell’USAID Office of Inspector General, pubblicato il 3 marzo 2026, ha concluso che i meccanismi di supervisione offrivano una “limited assurance”, cioè una garanzia limitata, sull’utilizzo dei contributi statunitensi. L’audit ha rilevato, tra l’altro, che alcuni documenti di controllo non erano stati forniti nei tempi previsti. Sono stati inoltre identificati pagamenti duplicati ad alcuni sfollati interni e pagamenti a persone trasferitesi all’estero che non erano stati verificati.
Il GAO, in un rapporto del settembre 2025, ha rilevato che USAID non utilizzava regolarmente tutti i dati disponibili per controllare la spesa relativa al direct budget support. Su 5.121 variazioni di spesa analizzate, ne sono state individuate 161 che presentavano aumenti anomali o richiedevano ulteriori verifiche.
Anche in Europa sono emerse irregolarità. L’OLAF ha concluso un’indagine su un progetto da 114 milioni di euro finanziato dall’Unione europea per l’acquisto di generatori. L’indagine ha riscontrato gravi problemi nelle procedure di appalto, nella trasparenza e nella gestione finanziaria, tra cui prezzi gonfiati, limitazioni della concorrenza e vantaggi indebiti per alcuni contraenti. L’OLAF ha indicato il recupero di oltre 91 milioni di euro e ne ha salvaguardati altri 22, impedendo una spesa indebita.
Per concludere, quando parliamo di 346 miliardi di assistenza complessiva fino a giugno 2026, il cittadino ha il diritto di sapere che cosa rappresentano realmente le centinaia di miliardi di euro destinati all’Ucraina: dove sono finite le risorse, quanto è andato alle armi, quanto al sostegno finanziario e umanitario, quanto sono prestiti e quanto sovvenzioni e, soprattutto, che cosa è realmente verificabile.
ONU e Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). Un discorso analogo vale per gli aiuti umanitari destinati all’Ucraina da parte dell’ONU e del CICR, le cui cifre non sono comprese nel conteggio dei 346 miliardi. Il CICR ha destinato circa 953 milioni di franchi svizzeri complessivi alle operazioni in Ucraina tra il 2022 e il 2025: circa 383 milioni nel 2022, 245,7 milioni nel 2023, 167,3 milioni nel 2024 e 157,8 milioni nel 2025. Per quanto riguarda le Nazioni Unite, il solo Ukraine Humanitarian Fund, gestito dall’OCHA, ha ricevuto circa 931 milioni di dollari di contributi tra il 2022 e l’agosto 2025. Nel 2024, inoltre, il sistema delle Nazioni Unite in Ucraina ha registrato circa 936 milioni di dollari di finanziamenti ricevuti e 685 milioni di spese.
Anche in questi due casi, accanto all’ammontare complessivo degli aiuti, sarebbe necessario poter ricostruire con chiarezza l’intero percorso delle risorse: quanto è stato assegnato ai singoli programmi, quanto è stato realmente speso e, soprattutto, se le risorse sono arrivate ai destinatari previsti e sono state utilizzate per le finalità dichiarate.
Sostenere l’Ucraina è una scelta politica. Ma sapere dove finiscono armi e risorse, quando si parla di decine e decine di miliardi di euro e dollari, non è una domanda “filorussa” o “anti-ucraina”. È una domanda da cittadini. E la trasparenza, a queste dimensioni, non è un dettaglio: è un dovere. Perché più sono grandi le risorse impegnate, più deve essere chiaro il loro percorso: da chi vengono stanziate, attraverso quali strumenti vengono erogate, a chi arrivano e come vengono utilizzate. Senza questa possibilità di verifica, anche il dato più preciso rischia di restare soltanto una cifra.
Fonti e documentazione:
Ukraine Support Tracker – Kiel Institute, EU assistance to Ukraine – European Commission, EU military support to Ukraine – European Commission, Sostegno militare dell’UE all’Ucraina – Consiglio UE, Ukraine Facility – European Commission, Ukraine Support Tracker – aggiornamento agosto 2026, GAO – Ukraine: Status of Foreign Assistance, U.S. Treasury – $20 billion loan to Ukraine, GAO – Oversight of Direct Budget Support, GAO – Valuation of Defense Articles Provided to Ukraine, DoD Inspector General – Ukraine Security Assistance audit, USAID OIG – Direct Budget Support audit, L’Italia a sostegno dell’Ucraina – MAECI, OLAF – EU-funded procurement of power generators for Ukraine, United Nations in Ukraine – Annual Results Report 2024, OIOS – Audit of OCHA operations in Ukraine, ICRC Annual Report.
