Gaza: il grande inganno
La candida ammissione di Carlo Verdone al Corsera di questa mattina, dove il popolare attore romano ammette di “essere stato messo in mezzo” nella firma di un appello per Gaza divenuto a sua insaputa il boicottaggio di attori israeliani o pro Israele al Festival del Cinema di Venezia, é la cartina tornasole degli innumerevoli inganni ai quali stiamo assistendo, sul conflitto tra Israele e i terroristi di Hamas, da mesi.
Se la situazione non fosse cosi drammatica e lacerante penseremmo a un episodio della fiction “Vita da Carlo”, ma purtroppo è tutto vero e gli appelli vergognosi a boicottaggi, digiuni, proteste plateali si susseguono. In un crescendo quotidiano sembra di assistere a un grande melodramma organizzato ad arte per commuovere, provocare, istigare reazioni inconsulte. Quanto architettato sta provocando una ondata di odio antiebraico che durerà per anni, alimentata da certa politica, da certa stampa, da un mondo della cultura che diventa censore e “inquisizione”, come ammette lo stesso Verdone.
L’inganno di bambini palestinesi affetti da malattie genetiche gravissime e sbattuti sulle prime pagine dei giornali internazionali, descritti come moribondi per la fame. La menzogna dei giornalisti che non son giornalisti ma sono membri di Hamas, che infilano una pettorina “press” e seguono i terroristi ovunque filmando e documentando stupri e uccisioni e in alcuni casi partecipandovi attivamente.
Il raggiro di uno Stato di Palestina che non c’è e che i “Cettolaqualnque” nostrani si ostinano a chiedere di riconoscere. Riconoscere cosa??? Mistero.
La bufala delle finte scuse di quelle due scellerate, dottoressa e infermiera da radiare dai rispettivi albi professionali dopo aver cestinato prodotti farmaceutici israeliani, beni messi a disposizione della collettività in una struttura pubblica. La follia di un professore universitario siciliano che mistificando il suo ruolo di educatore incita a ripristinare le leggi razziste fasciste del ’38, con gli ebrei ghettizzati ed esclusi dalla vita sociale.
E poi l’inganno per eccellenza, i 60.000 morti di Gaza che se anche fossero tali, in quei numeri diffusi dalla fonte più falsa del pianeta, il “Ministero della Salute” di Hamas, inglobano anche i terroristi uccisi. Un numero ripetuto come un mantra da certa stampa e certa politica che si giustificano rilevando che sono cifre riconosciute anche dall’Onu.
L’Onu di Guteress, l’Onu di Francesca Albanese, l’Onu della Unrwa, l’Onu dove nel Consiglio di Sicurezza siedono Russia e Cina e dove all’Iran viene affidata la direzione di un tavolo sui diritti umani. Se non ci fosse da piangere per tutto questo scapperebbe da ridere, ma purtroppo è tutto paradossalmente vero.
E intanto su Kiev piovono missili ipersonici e droni, in continuazione muoiono civili ucraini colpiti dai russi a decine. E nel frattempo in Sudan si è arrivati a milioni tra morti e sfollati, in una guerra infinita della quale non interessa a nessuno.
Si è deciso “a tavolino” che il vero dramma debba essere solo e unicamente quello di Gaza. Ma non sarà, come disse un intellettuale arabo anni fa, che la fortuna del popolo palestinese è stata ed è quella di avere come nemico e avversario il popolo ebraico?
