In Corea del Nord è stata scoperta la base missilistica segreta di Sinpung-dong. Un rapporto del Center for Strategic and International Studies (CSIS), nell’ambito del programma Beyond Parallel, ha confermato per la prima volta in maniera approfondita l’esistenza della base operativa missilistica di Sinpung-dong, situata nella provincia di Pyongan settentrionale. La struttura, a circa 27 chilometri dal confine con la Cina e 146 a nord-nordovest di Pyongyang, non è mai stata dichiarata dalle autorità nordcoreane né oggetto di negoziati di denuclearizzazione con gli Stati Uniti.
Secondo l’analisi, la base fa parte della rete di 15-20 installazioni missilistiche non dichiarate che comprendono siti di manutenzione, supporto, stoccaggio di missili e testate. Le immagini satellitari dal 2003 mostrano che il sito è attivo e ben mantenuto, con continui sviluppi infrastrutturali. La costruzione ebbe inizio intorno al 2004 e fu completata nel 2014, impiegando truppe specializzate dell’Ufficio di costruzione militare dell’Esercito Popolare di Corea (KPA).
Le valutazioni preliminari indicano che Sinpung-dong ospita un’unità di dimensioni pari a una brigata, equipaggiata con 6-9 missili balistici intercontinentali Hwasong-15 o Hwasong-18 a capacità nucleare, o un modello ancora non identificato, con i relativi lanciatori TEL e MEL. In caso di crisi o conflitto, i lanciatori uscirebbero dalla base per condurre operazioni di lancio da siti pre-identificati, dopo aver incontrato le unità di trasporto e stoccaggio delle testate.
La base è inserita nella cintura missilistica strategica nordcoreana, che comprende altre strutture come Hoejung-ni, Sangnam-ni, Yongjo-ri e Yongnim. Questa cintura costituisce il nucleo della strategia missilistica della Corea del Nord, parte della Forza Strategica del KPA, composta da circa 10.000 uomini. I missili schierati in quest’area rappresentano una potenziale minaccia nucleare sia per l’Asia orientale sia per gli Stati Uniti continentali.
L’impianto si estende per circa 22 chilometri quadrati all’interno di una valle montana isolata sui pendii del monte Pugo. È suddiviso in sei settori principali: posti di controllo d’ingresso, quartier generale e amministrazione, aree magazzino, strutture fortificate di verifica missilistica drive-through, una vasta struttura sotterranea e vari edifici residenziali e di supporto. La disposizione richiama quella di altre basi missilistiche nordcoreane, con valli ramificate collegate da ponti e guadi costruiti tra il 2018 e il 2021.
All’ingresso della valle principale si trovano i posti di controllo, collegati a complessi remoti che sembrano avere anche funzione di sicurezza. Più all’interno si colloca l’area del quartier generale a Wonha-ri, costruita tra il 2004 e il 2007, con otto edifici principali, tra cui quartier generale, caserme, un deposito di veicoli e una sala culturale aggiunta nel 2018.
Procedendo verso nord-est si incontrano due strutture fortificate di verifica missilistica drive-through, costruite tra il 2011 e il 2014. Questi rifugi rinforzati in cemento, coperti da vegetazione, sono progettati per operazioni di armamento, rifornimento, controllo e manutenzione dei missili, con dimensioni sufficienti ad accogliere tutti i lanciatori noti del KPA.
La struttura sotterranea (UGF), realizzata tra il 2006 e il 2014, presenta due ingressi situati in quota per evitare le inondazioni dei torrenti montani. La distanza lineare tra gli ingressi è di circa 258 metri, ma la rete interna si ritiene molto più estesa, con gallerie laterali. A differenza di altre basi, non sono presenti grandi terrapieni protettivi.
Nella diramazione n. 1 della valle si trovano tre bunker di tipo 500, lunghi fino a 55 metri, usati per ricoverare veicoli. Questi elementi potrebbero supportare un’unità corazzata o meccanizzata di dimensioni pari a un battaglione. Nella diramazione n. 2 e n. 3 sono state individuate due strutture di supporto con terrapieno aperto, costruite tra il 2013 e il 2014, delle dimensioni adatte a ospitare lanciatori di ICBM Hwasong-15 o -18. Il loro scopo rimane incerto: inizialmente si pensava fossero ingressi sotterranei, poi complessi di lancio in stile “bara” come quelli statunitensi degli anni Sessanta o iraniani. Tuttavia, non sono state modificate dal 2014 e potrebbero essere rimaste incompiute.
Non sono state identificate posizioni fisse di artiglieria antiaerea entro 10 chilometri dalla base. Essa rientra comunque nella rete nazionale di difesa aerea, con quattro batterie antiaeree e una base missilistica SA-2 entro 14 km. È inoltre probabile che l’unità missilistica disponga di un proprio battaglione antiaereo con artiglieria leggera e missili portatili. La base aerea più vicina è Panghyon, a 43 km, dotata di aerei MiG-17/19.
Per quanto riguarda l’ordine di battaglia, non esistono informazioni dirette sull’organizzazione dell’unità schierata a Sinpung-dong. Le analisi open-source e le immagini satellitari ad alta risoluzione suggeriscono la presenza di una brigata, suddivisa in tre battaglioni di lancio con 6-9 TEL/MEL Hwasong-15 o -18 e unità di supporto.
La conferma dell’esistenza di Sinpung-dong, insieme ad altre basi non dichiarate, evidenzia la complessità della strategia missilistica nordcoreana e la sua determinazione a rafforzare le capacità di deterrenza nucleare. Una rete di strutture sotterranee, depositi, infrastrutture agricole e complessi residenziali garantisce operatività, occultamento e capacità di resistenza. La base rimane uno dei nodi chiave nella cintura missilistica strategica del Paese, rafforzando la minaccia potenziale che Pyongyang rappresenta per la stabilità regionale e internazionale.
