Dove sono le proteste per quanto sta accadendo di folle e truce in Iran? Da quasi due settimane il popolo iraniano si sta ribellando alla feroce tirannia degli ayatollah al potere a Teheran dal 1979. Potrebbe essere questo un punto di svolta e l’epilogo di una dittatura. É il momento in cui potrebbe arrivare la fine del nemico pubblico mondiale numero uno, la teocrazia iraniana. Un potere dispotico esercitato con brutalità nei confronti della propria gente e del proprio popolo e che non esita a manifestare la sua violenza anche fuori dei confini nazionali avvalendosi di decine di strutture terroristiche in giro per il mondo che seminano morte ormai da decenni.
In tutto questo viene da chiedersi dove siano le manifestazioni di protesta, dove sono i sindacati, i partiti, i nostri politici con le loro dichiarazioni di facciata e pronti a blandire cause che vanno di moda e che portano voti, ma che evidentemente non considerano la causa del popolo iraniano degna di essere presa in considerazione e di esporsi. Nelle aule parlamentari e istituzionali regna il silenzio.Troppi evidentemente gli interessi economici e commerciali che ci legano all’Iran degli ayatollah.
Dove sono i ragazzi delle università? Dopo il 7 ottobre 2023 non hanno smesso un giorno di scendere in piazza e occupare sedi e aule degli atenei contro Israele e dando solidarietà ai terroristi di Hamas, mascherandola con quella per il popolo palestinese. Per l’Iran nulla. Dove sono i nostri scioperanti che ormai utilizzano come una clava l’arma sacrosanta dell’incrociare le braccia per rivendicazioni lavorative e ne fanno uso strumentale per scopi che nulla hanno a che fare con il mondo lavoro. Prontissimi ad occupare le piazze per dare solidarietà a un boss della malavita e del narcotraffico, leader di un regime repressivo come Maduro, ma silenti quando sarebbe stato il momento di manifestare per i giovani, per le donne, per i commercianti e per il popolo iraniano oppresso ormai da oltre 30 anni.
Dove sono le femministe italiane mentre in Iran le loro colleghe del movimento “Donne, vita e libertà” combattono per le strade contro i pasdaran e gli sgherri del regime basiji? E tutti quei movimenti che chiedono a gran voce di boicottare i prodotti israeliani che non pensano minimamente a chiedere sanzioni e restrizioni nei confronti dei barbuti mullah, gli stessi teocratici che assieme a tappeti e pistacchi, attraverso i loro fedeli criminali esecutori, inondano il mondo di droga e di armi. Dove sono i grandi media e talk nazionali che per due anni sono stati monotematici sul conflitto tra Israele e Hamas e sulla causa palestinese e che ora sono in silenzio su quanto sta accadendo in Iran?
E così, mentre i morti sono centinaia nelle strade dell’antica Persia, non ci sono interrogazioni parlamentari, non ci sono sit-in davanti alle sedi diplomatiche iraniane né qui da noi in Italia e né a quanto sembra nel resto d’Europa. Pochi i movimenti e i partiti che provano a far sentire la loro voce come fa, ad esempio, il Partito Radicale o alcune associazioni che si battono per i diritti umani. Ancora non vediamo la discesa in campo efficace e continua delle grandi sigle che da sempre dicono di tutelare le libertà e i diritti umani. Allo stesso tempo non sembra che vengano organizzate dai veleggiatori della Flottila viaggi avventurosi verso Teheran per una causa che invece meriterebbe ben altra attenzione e mobilitazione, ma evidentemente quella del popolo iraniano è una lotta che non produce ritorno di alcuna natura, né economica, né referenziale.
Questa è la situazione allo stato attuale, nel silenzio colpevole del nostro paese dove la pubblica opinione, ossessionata da Gaza e ora da quel “galantuomo” del chavista Maduro, non muove un dito e non alza la voce per il popolo iraniano vittima di una delle più feroci repressioni della storia moderna.
Certamente il sangue del popolo iraniano per tanti, troppi nel nostro paese, non vale quello versato per altre cause. Lo avevamo visto per la causa ucraina e non è un caso forse, che chi in questi anni si è schierato con Putin, con Sinwar e con Maduro, rimanga in silenzio fornendo un assist morale agli ayatollah iraniani guidati dal criminale Khamenei.
