Il drone fantasma di Greta Thunberg
Lunedì scorso il ben noto fatto di cronaca criptocitato nel titolo mi ha portato a commentare la cosa con un post così concepito:
“Un drone! Ma per favore!“
E questa sarebbe l’esplosione di un drone? Parecchi sedicenti giornalisti dovrebbero cambiare mestiere!
Ma ‘Repubblica’ la notizia l’ha data così: “Global Sumud Flotilla: Barca colpita da drone in acque tunisine”. Tunisi nega. Schlein: solidarietà.
È successo tutto in pochi secondi. L’imbarcazione era ormeggiata davanti al porto tunisino di Sidi Bou Said. ‘Questi atti intimidatori non ci fermeranno’. Parlamentari italiani pronti a partire. Tajani: ‘Operazione a rischio, chiamerò Sa’ar’”
Avendo condiviso il post su altro social mi sono guadagnato il piccato commento che qui riporto: “Ecco i soldati del sissignore lavati di cervello che si mobilitano per dare una risposta prevedibile e annunciata: vai a studiare, vai!”.
Altre similari esternazioni me le sono guadagnate altrove, sicché ho inteso rispondere con questo editoriale. Non amo gli editoriali perché poco asettici, ma tant’è: talvolta non ci si può limitare a mostrare in che direzione guardare. Talvolta serve dire anche cosa vedere.
La risposta
Caro amico non offendere la tua intelligenza … sai meglio di me cosa é Hamas, cosa é stato ed é l’OLP , e chi c’é realmente dietro questa farsa dei pro-Palestine capitanata in Europa perfino da un Macron che credo sia impresentabile su qualsiasi piazza di qualsivoglia Paese africano e mediorientale!
Sai meglio di me quanto sia falso l’apparentamento di Ankara ad Hamas ed ai Palestinesi, come del resto a tutti gli Arabi indistintamente visto il ben noto storico disprezzo che da sempre la Turchia ha elargito a piene mani e cuore colmo a coloro che lí dimorarono e dimorano. E lo stesso possiamo dire pure della pelosa vicinanza di Teheran a cui della penisola araba da decenni interessa e persegue solo il controllo per ben altro dalla difesa dell’autodeterminazione dei Palestinesi…
E queste cose le sai benissimo tu pure, come benissimo sai perché in casa propria i Palestinesi non li vuole più nessuno: né gli egiziani, né i sauditi, né gli emiratini, e men che mai i libanesi ed i giordani …
E di questi ultimi due non credo serva che ti rinfreschi la memoria, visto che tu la storia la conosci …. Come immagino tu conosca come e perché Hamas é arrivato al potere nella Striscia visto che la corruzione ed un ‘certo’ modo di governare dell’Olp é storia tanto drammatica da aver fatto sí che nella Striscia la cacciata, a suo tempo, dell’Autoritá Palestinese e la defenestrazione (letterale) di moltissimi suoi affiliati venne salutata come una liberazione da quella stessa popolazione che attualmente é tenuta in ostaggio proprio da Hamas.
E tanti affermo perché con gente di Gaza sono in contatto da anni, esattamente come lo sono, per via del mio lavoro, con iraniani, sauditi, emiratini, libanesi e via discorrendo.
E bada bene che non sto parlando di Israele e degli israeliani, altro Paese ed altra popolazione che deve guardarsi dai presunti amici, che poi tanto amici non sono, e che della difesa della loro vita ed esistenza come Nazione sovrana si interessano esattamente per i soli motivi per i quali Russia, Cina, Parigi e Washington si battono il petto parlando di Gaza: la difesa delle proprie teste di ponte in Medio Oriente per via del petrolio e del gas presenti, nonché delle linee commerciali che caratterizzano l’area.
Come é solo per questo che il branco di imbelli che sta navigando verso Gaza ha tanto supporto in così tante capitali europee, quelle stesse capitali in cui hanno steso il tappeto rosso perfino ad al-Jolani… chè in caso contrario la Gretina e gli pseudo attivisti che la circondano avrebbero già preso un calcio nelle terga da un pezzo.
Attivisti di cosa, poi, solo Iddio lo sa visto che i loro padri più accesi e decisi negli anni che furono già operarono in Europa sotto la direzione di quel certo Carlos “lo sciacallo” (ricordi?) che legó il braccio armato della sinistra rivoluzionaria del Vecchio Continente ai voleri di quell’Olp guidato e diretto dal KGB e dall’establishment della vecchia URSS… perché questo la Guerra Fredda richiedeva e questo comportava che accadesse.
Quanto poi agli attacchi alla improbabile accozzaglia di natanti in missione ‘Pro Palestine’… ma veramente credi che Israele possa perdere il proprio tempo per attaccare questa raffazzonata armata Brancaleone?
Veramente credi che tutto il supporto mediatico sia genuino? Lo ricordi quello dato alla Thunberg perfino a Davos? Si? Bene: allora prova a fare 2+2 e accertati che faccia 4, perché il 3 ed il 5 non ci stanno proprio, con buona pace pure della nostrana Schlein alla perenne ricerca del nulla che ne giustifichi la sopravvivenza politica.
So che quello che ho scritto ti infastidirá, ma i fatti, i tragicomici fatti sono purtroppo questi e nessuno li può cambiare. Israele sbaglia? Certo, ma qualcuno gli ha dato una alternativa dopo quasi 80 anni?
E visto il dilagante antisemitismo, ché alla fine solo di questo si tratta, se tu fossi israeliano che faresti? Di fronte al ‘dal mare al Golan’ di Hamas tu che faresti? Intavoleresti trattative? Per fare cosa? La pace? Purtroppo questa è una guerra e le guerre si possono concludere solo o con la vittoria o con la sconfitta, anche se questo non risolve nulla.
Il conflitto di Gaza è una questione di vita o di morte ed il ‘Pro Palestine’, con tutto ciò che lo accompagna, è solo, per assurdo che possa apparire, altra benzina sul fuoco!
Qualcuno lo ha detto alla Thunberg? Forse sarebbe il caso che qualcuno provasse a spiegarglielo, anche se dubito sia in grado di capirlo.
E come lei chi l’accompagna, purtroppo!
